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UNIMA Italia saluta Romano Danielli

19 marzo 2026

UNIMA Italia saluta Romano Danielli

Giovedì 19 marzo 2026 Romano Danielli ci ha lasciato. 


Era l’incarnazione stessa dello spirito dei burattini, il burattinaio per eccellenza, il maestro dei maestri, dotato di una creatività inesauribile e di una visione personalissima del teatro, capace di coniugare leggerezza e disciplina. Ogni suo spettacolo era una meraviglia: scanzonato, surreale, imprevedibile, attraversato da una comicità incontenibile, ma sempre sorretto da un rigore che era la sua forza e il suo magistero.


Custode paziente e appassionato di una tradizione antica, Danielli sapeva far vivere sul piccolo palco un universo intero, intessuto di voci, gesti e personaggi. Figure che, pur appartenendo alla memoria collettiva, nelle sue mani sapienti – e soprattutto grazie alla sua straordinaria arte d’attore –acquistavano una vitalità nuova, sorprendente e profondamente personale.


Attivo fin dal 1953, ha attraversato oltre settant’anni di storia portando con sé il teatro dei burattini “classici”, come amava definirli, difendendoli dall’oblio e rinnovandoli con vigore e rispetto.


Il suo percorso non fu immediato né facile: artista per vocazione, trovò nel teatro dei burattini un amore profondo, trasformandolo in una vera e propria missione di vita. Fondamentale fu l’incontro con la compagnia di Umberto Malaguti, dove affinò tecnica e sensibilità, entrando in una tradizione che avrebbe poi contribuito a preservare e diffondere anche oltre i confini italiani.


Sul suo palco prendevano vita i grandi personaggi della cultura popolare bolognese: il Dottor Balanzone – di cui fu magistrale interprete anche “in persona” – e poi Fagiolino, Sandrone, Sganapino e tanti altri, che grazie a lui hanno attraversato epoche e generazioni senza perdere né forza né autenticità.


Romano, col suo gusto arguto e visionario, ha formato generazioni di artisti, trasmettendo conoscenza, passione e un rispetto profondo per l’arte che incarnava. UNIMA Italia per questa sua vita artistica così intensa l’aveva ringraziato nominandolo socio onorario.


Nel silenzio che ora ci lascia, c’è la voce più viva del suo teatro: quella che continuerà a farci sognare, ridere e meravigliare, custodendo i piccoli, straordinari stupori irriverenti di un’arte preziosa che ci ha regalato.


Il Consiglio Direttivo UNIMA Italia

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